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Doveva essere unesperienza diversa una partecipazione
indolore senza velleità di vittoria, un episodio fuori dagli
schemi, ed invece sto sudando freddo seduto sul letto in attesa di sapere
che ne è dei nostri Uomini soli. La televisione e i giornali
parlano solo di festival: pronostici e dibattiti, esperti canzonologhi
che squartano ritornelli e cantanti, sono giorni bizzarri, quei giorni che
lItalia non ha altro a cui pensare se non alla canzonetta e ai suoi
giullari ed io, degno rappresentante della categoria, sto qui in mutande,
con le ascelle emozionate, coinvolto come non avrei mai sospettato in questo
gioco al massacro. Nei giorni prima ci hanno dato per vincitori e per vinti,
per geni e per scemi, per vittime e per carnefici e tra un po saremo
alla resa dei conti. Ma chi me lo ha fatto fare, avrei fatto meglio, come
ogni anno di questi tempi, a starmene davanti alla televisione a giudicare
invece che dentro la televisione ad essere giudicato. |
| I Pooh sono cambiati? Oppure sono sempre uguali? Io stesso
mi sorprendo a riflettere su queste domande e mi meraviglio ogni volta che
scopro il sottile e magico equilibrio che ci ha guidati. Ci siamo visti
a volte come singoli individui affrontare le tante cose della vita, ognuno
con il suo carattere, con la sua estrazione diversa, con i suoi pregi e
i suoi difetti confrontarsi col mondo con risultati a volte positivi e a
volte no, ma devo dire che ogni volta che labbiamo fatto insieme le
cose alla fine andavano per il verso giusto. Penso che quando delle persone
si trovano ad aver condiviso come noi delle emozioni così forti e
irripetibili si crei fra di loro una specie di legame di comprensione e
di solidarietà straordinarie; ed ecco perché nel corso di
questi anni nonostante ci possano essere state discussioni anche accese
che possono aver momentaneamente allontanato a turno uno di noi dal resto
del gruppo non è mai successo che qualcuno si sia tirato indietro
quando il branco è stato attaccato da situazioni o persone
esterne. Ho visto cambiare anche il nostro rapporto col pubblico, dalle
ragazzine deliranti che accalcavano le prime file dei nostri
primi concerti nei club, via via attraverso i primi teatri dove riuscire
a parlare con noi diventava più difficile, fino ai grandi concerti
nei palazzi dello sport e negli stadi dove alla fine venivamo portati via
quasi di forza dai vari servizi di sicurezza senza avere la possibilità
di incontrare nessuno. Tutto questo avrebbe potuto creare distacco dal nostro
pubblico e in un certo senso anche con la realtà di tutti i giorni
ma fortunatamente siamo cresciuti e con noi è cresciuto il rapporto
della gente nei nostri confronti diventando non più divismo
o fanatismo ma rispetto, considerazione e voglia di confrontarsi con noi
quasi come fossimo fratelli, in molti casi fratelli maggiori. |