Presentazione del Tour estivo 2002

Abbiamo incontrato, in occasione della presentazione del Tour estivo 2002, il gruppo che dopo 30 anni è ancora ai vertici della musica:
Dopo anni di straordinari successi, ora portate in tour tutto “il meglio” della Vostra storia. Cosa provate, a distanza di tanto tempo, nel vedere il pubblico che conosce e canta le vostre canzoni, dai primi successi ai brani più recenti?

E’ un momento di grande emozione, che consolida ciò che hai creato: quando ti accorgi che le tue storie sono anche quelle degli altri, vuol dire che le canzoni che scrivi e interpreti hanno conquistato il loro giusto spazio e che tu hai avuto tutto ciò che potevi avere.

Per la realizzazione e la cura del Vostro prossimo tour lavorerà un team di quasi 100 persone. Come ricordate la Vostra prima esperienza dal vivo e quali differenze riscontrate oggi rispetto alle nuove tecnologie, all’organizzazione e alla risposta del pubblico?
All’inizio della nostra carriera viaggiavamo con un pulmino e due amici che si presentavano come tecnici. Facevamo tutto da soli: caricare, scaricare, suonare, preoccuparci delle luci e dell’audio... oggi un computer regola gli strumenti, le luci, i suoni, il movimento delle pedane. Il mondo è completamente cambiato; paragonare quei tempi alle possibilità che la tecnologia attuale consente, è come parlare della vita dell’uomo prima e dopo la scoperta del fuoco. E anche il pubblico, oggi, è più attento rispetto ad allora: anni fa urlava solo perché vedeva gli artisti sul palco, adesso partecipa solo se chi suona gli procura emozioni forti.
Nel Vostro calendario di quest’estate avete programmato concerti nei grandi stadi, nelle piazze, ma anche negli spazi storici di varie località italiane. Perché una scelta così articolata e come pensate di poter adeguare il Vostro spettacolo alla scenografia che lo ospiterà?

Abbiamo scelto di suonare in varie località, senza alcuna preclusione dettata dalla dimensione e dalle caratteristiche degli spazi. Adegueremo il nostro spettacolo, gli allestimenti, il palcoscenico e le caratteristiche tecniche alle diverse ambientazioni, ma anche le luci, la suggestione dei suoni, senza mai rinunciare a nulla, armonizzando la performance alla cornice che la ospita.

Ancora una volta, per voi, con “Best of the Best”, un grande successo discografico: una successione di brani che rappresentano un viaggio nella Vostra storia e nel tempo. Qual’é il segreto di un successo che si riconferma anno dopo anno?

Se esiste una “formula segreta” per il nostro successo, si basa sul fatto di aver sempre lavorato tanto e di non avere mai mollato, nonostante le difficoltà. Ma abbiamo anche avuto la fortuna di scrivere cose che incontrano il gusto della gente. Non abbiamo mai voluto essere un gruppo d’elite e la nostra semplicità è stata vincente: il pubblico ha premiato queste scelte.

La volontà di promuovere un’iniziativa come Salva la Musica è naturale per chi, come Voi, la ama e la pone al centro della propria vita e del proprio lavoro. Ma come pensate venga recepito il messaggio da chi non ha mai avuto modo di avvicinare e conoscere la musica?
Noi ci rivolgiamo a chi può fare qualcosa di concreto per sostenere il progetto e ci auguriamo che il nostro appello sia recepito. Se nella nostra vita non avessimo incontrato la musica, forse non saremmo le persone che siamo. Forse qualcuno si sarebbe anche perso. Chi suona, infatti, impara ad aprirsi e ad ascoltare gli altri. La musica insegna ad essere precisi, puntuali sia nel lavoro che nella vita.
Vorreste lanciare un messaggio al Vostro pubblico affinché impari a conoscere, amare e tutelare la musica in tutte le sue espressioni?
La musica nasce come suono, prima ancora delle parole, già attraverso il battito che il bambino sente nel ventre della madre. Imparare a capire il ritmo è più importante che capire le parole. Si può infatti comunicare attraverso i suoni, anche parlando linguaggi diversi, questa è la forza della musica. E’ fondamentale che ogni bambino apprenda questo linguaggio universale e ci auguriamo che possa concretizzarsi nella vita di tutti.
Da sempre, il nome e l’attività dei Pooh sono legati a progetti sociali. Avete promosso iniziative a sfondo umanitario e per la tutela ambientale. Oggi presentate questa campagna a sostegno della musica. Considerate questo impegno più come un dovere umano o come un valore aggiunto per il Vostro lavoro?
 
 

Ogni volta che ci siamo impegnati a favore di qualcuno o qualcosa abbiamo scoperto che è più grande quello che si riceve rispetto a quello che si dà. E’ quasi una sottile forma di “egoismo” che ci spinge a sostenere progetti di solidarietà, perché dare agli altri è una gioia, un incentivo, un regalo che facciamo a noi stessi. Potremmo dire che è un modo per vivere meglio in una vita “intonata”.


Questo articolo è stato presto da Musica da scoprire

Pooh for Fans è stato creato da Rosy e Mary