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Spesso la critica vi ha accusato di incidere
sempre lo stesso disco. Ti sembra ingeneroso?
Fortunatamente con il tempo molti di quei critici si sono ricreduti.
Sui Pooh si può discutere, ma al mondo nessuna band può
vantare la nostra stessa continuità: da quasi quarant'anni
non ci fermiamo mai, siamo costantemente on the road, pubblichiamo
dischi con puntualità quasi metronomica e ogni giorno siamo
al lavoro su un nuovo progetto. In simili condizioni non è
facile riuscire ogni volta a sorprendere, però complessivamente
ritengo che la discografia dei Pooh sia lì a testimoniare
la qualità del nostro impegno. Oggi le nostre canzoni sono
cantate da un pubblico fatto di cinquantenni come di quindicenni,
i nostri concerti attirano sempre migliaia di persone, dischi come
Alessandra, Parsifal, Rotolando respirando, Viva, Buona fortuna,
Giorni infiniti, Amici per sempre - li cito quasi a caso - non rischieranno
mai di finire fuori catalogo. Questi sono fatti e anche i critici
più severi hanno dovuto imparare a rispettarli.
Qual è il segreto del successo
dei Pooh?
L'amore per quello che facciamo: nonostante siano passati trentasette
anni dai nostri esordi, il progetto Pooh non ha ancora smesso di
appassionarci.
Quando Fogli andò via decideste
di stringere i denti. Cosa accadrebbe oggi se uno di voi scegliesse
di appendere la divisa da Pooh al chiodo?
Finirebbe tutto. Quando Riccardo diede forfait avevamo sette anni
di storia comune alle spalle, adesso dietro di noi c'è una
vita intera. I Pooh sono quattro ex-ragazzi che in amicizia hanno
camminato insieme ed emozionato il pubblico facendo la loro musica.
Quest'immagine è talmente indelebile che non potrebbe resistere
senza uno di noi quattro: se uno di noi decidesse improvvisamente
di smettere, i Pooh non avrebbero più ragione d'essere.
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