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In cinque anni di carriera nel solco del beat italiano, hanno
ottenuto un solo successo: "Piccola Katy" (1968) e hanno
subito parecchi cambiamenti di formazione. Dei cinque che nel
1966 fondarono il gruppo sono rimasti solo Riccardo Fogli e Valerio
Negrini.
Questi ricorda: "Eravamo stati fortunati nel trovare
subito una casa discografica, ma non nell'incidere i primi dischi,
'Vieni fuori' e 'Quello che non sai', che non ottennero un grande
successo. Il ghiaccio comunque era rotto, ed in seguito conoscemmo
un buon successo con 'Piccola Katy', un motivo particolarmente
ballabile che arrivò al n.7 in hit-parade".
Ma dopo quella canzone, come spiega Facchinetti, "tornammo
nell'anonimato. Incidemmo altri 45 giri e addirittura due 33,
ma i nostri pezzi venivano rimaneggiati e trasformati: chi ci
produceva diceva che era per renderli più commerciali.
Invece non vendevamo neanche mezzo disco. A un certo punto cambiammo
casa discografica e produttore, e questi ci diedero carta bianca.
Lì ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo ricominciato
da zero".
Decisivo, l'incontro con quello che sarebbe stato il primo produttore
musicale italiano, Giancarlo Lucariello. Questi afferma: "Quando
li incontrai, dissi loro: 'Vi porterò al n.1' - e ne ero
davvero convinto". Dalla collaborazione tra lui e i Pooh
nasce quella impronta stilistica che il gruppo ha conservato e
affinato negli anni, e che, rispettando la 'profezia', dà
immediatamente risultati straordinari: dopo essere arrivata seconda
al Festivalbar 1971, dietro "We shall dance" di Demis
Roussos, "Tanta voglia di lei" diventa il primo brano
di un gruppo italiano ad arrivare al n.1 nelle classifiche nazionali
- dove sarebbe rimasta per sette settimane.
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